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L’epoca analogica

Sin dagli esordi nei lontani anni Trenta, tutte le evoluzioni del mezzo televisivo sono state accompagnate dallo sviluppo della tecnologia di registrazione e riproduzione delle immagini. La TV che conosciamo, così come il cinema, è figlia di piccole grandi rivoluzioni nella storia del supporto video, che hanno segnato delle vere e proprie ere facilmente riconoscibili.

1.1 L’era della celluloide

Esattamente come per i film, i programmi televisivi che non erano trasmessi dal vivo venivano registrati su grandi bobine di pellicola in celluloide, attraverso cui erano riprodotti nelle sale di regia televisiva e diffusi attraverso le onde sugli apparecchi TV. Si trattava di una tecnologia abbastanza primitiva, basti pensare che fino agli anni Sessanta non permetteva neanche la registrazione diretta sulla pellicola del sonoro, che doveva essere aggiunto in seguito. Il materiale video era particolarmente difficile da montare, con un lungo e certosino lavoro manuale di taglia e cuci.

La pellicola in celluloide aveva inoltre una certa tendenza a logorarsi con il tempo e poteva essere sviluppata e duplicata solo da laboratori specializzati. Non è quindi una sorpresa che anche grandi emittenti televisive come la BBC non siano più in possesso di molto materiale risalente ai decenni precedenti all’avvento del nastro magnetico.

1.2 L’era della videocassetta

A partire dagli anni Settanta si diffonde infatti il sistema VHS, che permetteva di registrare e riprodurre materiale video su nastri magnetici contenuti in apposite videocassette e che non necessitavano di sviluppo. Si tratta della prima grande rivoluzione per le emittenti TV. Il nuovo sistema garantisce una maggiore rapidità di produzione dei contenuti, che risultano essere disponibili e trasmettibili con molta più semplicità.

Anche gli utenti beneficiano delle videocassette, dato che attraverso il classico videoregistratore sono improvvisamente in grado di registrare a loro volta su nastro il prodotto televisivo e di tenerne una copia sempre disponibile nella propria videoteca. Anche la videocassetta però soffre di alcuni dei problemi della pellicola. Essendo basata su di un nastro magnetico è comunque facilmente deteriorabile ed in più corre costantemente il rischio di smagnetizzarsi, con conseguente corruzione o cancellazione dei dati contenuti nella cassetta.

2. L’epoca del digitale

A risolvere queste difficoltà arriva negli anni Novanta il digitale, ovvero la codifica attraverso codice binario dei contenuti video. Acquisizione, lavorazione, riproduzione e copia del materiale diventano processi infinitamente più semplici e veloci. L’archiviazione fisica diventa obsoleta e vengono superate le problematiche di corruzione o perdita dei dati.

In più i materiali televisivi digitali diventano fruibili anche attraverso l’utilizzo dei personal computer e della rete internet, permettendo la creazione di palinsesti on demand da parte dell’utente stesso, che diventa in grado di organizzare la riproduzione e la visione dei contenuti secondo i propri interessi e rispettando le proprie tempistiche.

La flessibilità nella nella lavorazione dei materiali video e la possibilità di diffondere attraverso la rete il risultato ottenuto rendono inoltre possibile la creazione di emittenti quasi casalinghe, che offrono trasmissioni e prodotti televisivi di qualità senza la necessità di attrezzature costosissime e grandi mezzi di produzione.

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